
L’intelligenza artificiale è oggi molto utilizzata da chi si occupa di comunicazione: viene usata per scrivere post su LinkedIn, newsletter, articoli, caption, email. E ha senza dubbio una sua utilità, perché permette di velocizzare il lavoro, organizzare le idee e produrre più contenuti in meno tempo.
Dopo un successo iniziale, gli utenti stanno però cominciando a diventare sempre più diffidenti verso i contenuti generati dall’IA. Si riconoscono facilmente perché sembrano tutti scritti nello stesso modo, con testi molto puliti, frasi fatte, un tono neutro e alcune formule linguistiche ripetute continuamente. Sebbene corretti, risultano poco credibili o semplicemente poco interessanti da leggere.
Questo non significa che non si debba usare l’IA, ma che pubblicare contenuti generati automaticamente senza un lavoro di revisione rischia di rendere la comunicazione piatta e impersonale.

Contenuti AI sui social: perché molti post stanno perdendo efficacia
Una delle conseguenze dell’uso massiccio dell’intelligenza artificiale è che molti contenuti online iniziano ad assomigliarsi. Succede soprattutto su LinkedIn, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicati post costruiti con le stesse strutture e lo stesso linguaggio. Cambiano gli argomenti, ma il tono resta sempre lo stesso.
Alcune formule a un occhio un po’ esperto accendono subito un campanello d’allarme: “oggi più che mai”, “non si tratta solo di”, “nel panorama attuale”, “è fondamentale”…
Molti testi sembrano scritti per riempire il feed piuttosto che per comunicare qualcosa di concreto. E quando un contenuto suona troppo generico o troppo costruito, le persone tendono a ignorarlo.
Come capire se un contenuto è stato scritto dall’intelligenza artificiale
Oltre ai segnali che abbiamo già visto, ci sono alcuni fattori che ci possono aiutare a capire se stiamo leggendo un contenuto scritto dall’IA:
- Genericità: contenuti che potrebbero essere pubblicati indifferentemente su profili di diverse aziende, senza nulla di caratterizzante;
- Assenza di esempi concreti ed esperienza diretta: testi che parlano solo di concetti astratti senza entrare davvero nel merito di problemi concreti, casi e situazioni reali;
- Tone of voice piatto e uniforme: uso di un linguaggio monotono, asettico, senza personalità, incapace di avviare una “conversazione” col lettore.
Perché autenticità e tone of voice contano sempre di più nel content marketing
Oggi nel content marketing l’autenticità e il tone of voice sono elementi decisivi per determinare se un contenuto avrà successo o meno. LinkedIn ne è un esempio.
I contenuti che oggi funzionano meglio su questa piattaforma sono quelli che riescono a trasmettere un punto di vista particolare e personale. I professionisti devono tornare a scrivere in modo più semplice e diretto, evitando di usare indiscriminatamente frasi fatte e formule motivazionali e rivolgendosi direttamente agli altri utenti.
Anche le newsletter devono andare in questa direzione, altrimenti finiranno automaticamente nel cestino o nello spam. Le email troppo automatizzate o scritte in modo impersonale vengono infatti spesso ignorate o addirittura avvertite come potenzialmente pericolose.
Quale che sia la piattaforma che utilizzi, oggi ha più senso puntare sulla qualità che sulla quantità: meglio creare meno contenuti ma crearsi un’identità autentica e riconoscibile, puntando per esempio sulla personalizzazione avanzata.
Come usare l’IA nel content marketing senza perdere credibilità
Nei prossimi mesi continueremo probabilmente a vedere sempre più contenuti creati con l’intelligenza artificiale. Proprio per questo sarà fondamentale distinguersi e imparare a rispondere alle esigenze degli utenti, che non cercano solo informazioni, ma contenuti utili, autorevoli e coinvolgenti.
L’IA resta comunque un valido supporto quando non sostituisce completamente il lavoro editoriale. Può aiutare a creare una struttura, sintetizzare informazioni o sviluppare una prima bozza, ma poi deve esserci una rielaborazione fatta da un professionista in carne e ossa.
A seconda dei casi, sarà necessario riscrivere alcune parti, eliminare formule troppo standard, aggiungere esempi reali e adattare il linguaggio al pubblico di riferimento.
La differenza, dunque, non la fa il tipo di IA che utilizzi, ma la competenza dei professionisti cui ti affidi, che sapranno creare contenuti unici e personalizzati e inserirli in una strategia mirata. Contattami e studieremo insieme una strategia di comunicazione su misura per il tuo business.